Il cassettone di Karim

Nella vita, io sono una persona mediamente soddisfatta: posso volere di più, posso desiderare di meglio, posso sperare nella novità o nell’idea geniale e, a conti fatti, quando termino un lavoro, a fianco della soddisfazione per il progetto giunto a termine, apprezzo profondamente sentirmi orgogliosa. Non capita sempre con la stessa intensità, ovviamente, ci sono realizzazioni che ho amato di più e altre che ho amato di meno ma, in questi anni, vi posso garantire, ci sono state persone che mi hanno offerto vere e proprie sfide creative e, in conclusione, veri e propri ‘bagni di euforia’.
Questo, ad esempio, passerà alla storia come l’anno in cui Steph e Vittoria, per amor delle rispettive tribù filiali, mi hanno fatto trasformare i mobili: letti, armadi e cassettoni son divenuti qualcosa di nuovo e pazzesco.

Il primo è stato Hakim… è andato ad abitare nella terra di mezzo con tutta la sua roba.

Poi è stata la volta di Stefano… uno skateboard, uno skateboard per il suo letto!

e, infine Karim… karim aveva un cassettone che voleva sentirsi di nuovo giovane… insomma, chiedeva l’America!

Risultato? io non ho più una schiena integra… ma negli spazi vuoti lasciati dalle ossa rotte, sto ritirando il mio personale orgoglio! 🙂

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